Search results for "De officii"
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Il dono e i poveri: la trattazione de beneficiis nel de officiis ministrorum di Ambrogio.
2011
Marco Tullio Cicerone, De officiis. Quel che è giusto fare
2019
Curatela, traduzione e commento di Cicerone, de officiis.
Il rapporto Ius gentium-ius civile e la societas vitae in Cic., off. 3.69-70
2013
«Poeni foedifragi, crudelis Hannibal, reliqui iustiores» (off. i 38) Cicerone e gli exempla a proposito delle guerre puniche
2021
In a section of the De officiis, Book i, Cicero deals with the justice of warfare. He asserts that the enemies defeated who were not cruel and savage should be spared, so the maiores utterly destroyed Carthage and Numantia (i 35). In i 38 Cicero refers to the wars undertaken by Romans, distinguishing the ones waged de imperio (as the Punic wars) from the others fighted uter esset (as the wars against Celtiberi and Cimbri): the first must be fought less cruelly, but Cicero justifies the destruction of Carthage with the sentence Poeni foedifragi, crudelis Hannibal, reliqui iustiores, probably containing a quotation from Ennius’s Annales. These passages, examined in comparison with historical …
Pauperem praeferam: Beneficentia e dono ai poveri tra Cicerone e Seneca
2018
L’articolo si propone di esaminare il significato specifico della beneficentia a Roma antica in rapporto alla rivalutazione del ruolo degli inopes come destinatari delle forme di liberalitas all’interno della rappresentazione fornita da Cicerone nel De officiis e da Seneca nel De beneficiis. Se Cicerone rivendica l’utilità del dono ai poveri (purché meritevoli) evidenziando come esso comporti un ritorno non solo in termini di riconoscenza ma anche di gloria (Off. 2, 63; 69-71), Seneca si serve dell’apologo di Eschine (Ben. 1, 8-9) per dimostrare come il pauper, benché privo di mezzi, possa trovare in se stesso le risorse più adeguate al contraccambio virtuoso. Seneca fa un passo ulteriore t…
Uno sguardo che vede. L'idea di rispetto in Cicerone e in Seneca
2016
Il “rispetto” appartiene, senza ombra di dubbio, al sistema degli atteggiamenti che consideriamo necessari alla convivenza pacifica, e d’altro canto la sua mancanza è percepita come una violazione che mette a rischio la pienezza della condizione umana; esso quindi costituisce una tema sensibile del tempo in cui viviamo. Questo libro prova a tracciare una mappa linguistica delle rappresentazioni culturali del rispetto in Roma antica, entro la quale inquadrare lo studio del "de officiis" di Cicerone e del "de beneficiis" di Seneca, per scoprire come, e in quale misura, nella tarda repubblica e in età neroniana due intellettuali che erano anche uomini pubblici, esposti in politica e sensibili …